C’è ancora tempo per dedurre dal reddito le donazioni a favore della ricerca scientifica, ma il margine si sta chiudendo. Con il DPCM dell’8 gennaio 2026 – pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 marzo 2026 – è stato aggiornato l’elenco delle fondazioni e associazioni riconosciute nei confronti delle quali si applica la deducibilità ai fini IRPEF e IRES. È però una finestra destinata a chiudersi: a partire dal periodo d’imposta 2026, l’agevolazione viene abrogata.
Come funziona la deduzione e chi ne può beneficiare
La norma di riferimento è l’art. 14 co. 1-6 del DL 35/2005, modificato dal Codice del Terzo settore (DLgs. 117/2017). Prevede la deducibilità dal reddito complessivo dichiarato – sia ai fini IRPEF che IRES – delle liberalità in denaro e in natura effettuate a favore di fondazioni e associazioni riconosciute che abbiano come scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica. Il beneficio è quantificato nel 10% del reddito complessivo dichiarato, fino a un massimo di 70.000 euro annui.
I soggetti beneficiari non sono liberamente scelti dal donante: devono essere individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Il nuovo elenco approvato con il DPCM dell’8 gennaio 2026 sostituisce quello precedente del 9 ottobre 2023 e conta 192 soggetti – 55 in meno rispetto ai 247 dell’elenco previgente. Chi intende effettuare una donazione con finalità fiscale deve quindi verificare che il destinatario sia incluso nel nuovo provvedimento.
Dal 2026 l’agevolazione non esiste più: cosa cambia e perché
Il dato più rilevante – e che rischia di passare inosservato – è che questa agevolazione ha i giorni contati. L’entrata a regime della riforma del Terzo settore comporta l’abrogazione della norma a partire dal periodo d’imposta 2026. In termini pratici, il nuovo elenco del DPCM 8 gennaio 2026 è applicabile esclusivamente alle donazioni riferite al periodo d’imposta 2025 – per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare – o al periodo 2025-2026 per i soggetti con esercizio non solare.
Chi volesse sfruttare questa opportunità fiscale ha quindi a disposizione solo le operazioni già effettuate o da effettuare entro il 31 dicembre 2025 – una finestra ormai chiusa per i soggetti solari. Per le associazioni e le fondazioni che operano nel settore della ricerca, e per i loro potenziali donatori, si tratta di un cambiamento significativo nel quadro delle agevolazioni disponibili: vale la pena verificare con il proprio consulente quale impatto avrà sulla pianificazione fiscale del 2026.




